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The choice is yours to create balance each day.

Jae Ellard

Quante volte ci siamo sentiti sopraffatti dagli impegni di lavoro tanto da non riuscire a concederci un’uscita o un po’di relax?

E quante altre abbiamo indugiato in attività per noi divertenti e piacevoli, per poi ritrovarci puntualmente assaliti dai sensi di colpa della procrastinazione?

Il concetto universale di cui vorremmo trattare in questo articolo è proprio quello di work-life balance: ovvero (l’irraggiungibile) equilibro tra vita priva e vita lavorativa.

La questione legata alla work-life balance abbraccia

  • tanto le policy legate alla cultura aziendale
  • che la capacità di ognuno di riuscire a gestire nel modo più proficuo possibile le 24 ore della giornata

Work-life balance e Smart working

L’impiego massiccio dello smart-working in concomitanza con lo scoppio della pandemia ha di certo agevolato molti aspetti legati anche alla sfera affettiva:

  • meno spostamenti
  • più possibilità di trascorrere del tempo con i propri cari
  • forme di lavoro flessibili e adattabili alle esigenze di ognuno

Il risvolto della medaglia, tuttavia, non ha tardato a manifestarsi.

Venendo meno la canonica distinzione tra casa ed ufficio, veniva anche meno la concettuale separazione netta tra sfera privata e sfera lavorativa.

Per la maggioranza degli ‘smartworkers’, infatti, questo cambio di paradigma è equivalso a tempi lavorativi che fagocitavano qualsiasi possibilità di ritagliarsi momenti per sé stessi.

Work- life balance: cenni storici

Le questioni legate a un’esigenza di bilanciamento tra vita privata e lavorativa affondano le proprie radici nei primi decenni dell’800, precisamente nell’Inghilterra della Prima Rivoluzione Industriale.

Nel 1832, infatti, venne promulgato il Factory Act, ovvero una serie di leggi che regolamentava l’organizzazione delle ore lavorative per donne e bambini impiegati nelle fabbriche.

Il resto poi è storia. Dai movimenti socialisti per l’adeguamento degli orari lavorativi a otto ore giornaliere, alle lotte femministe degli anni ‘70/’80 per la rivendicazione di diritti come il congedo di maternità.

Ed infine si arriva ai giorni nostri, con il movimento 4 Day Week Global che richiede una riduzione degli orari di lavoro a fronte del mantenimento degli stessi standard salariali.

La motivazione di fondo è la constatazione che per svolgere lavori altamente digitalizzati come quelli attuali non sia necessario relegare il lavoratore per 40 ore settimanali a una scrivania.

Molte aziende stanno adottando la settimana lavorativa di quattro giorni come modello sperimentale e i risultati sono più che soddisfacenti.

Un lavoratore cui sia concesso maggior tempo per sé, i propri interessi e il proprio benessere è un lavoratore più soddisfatto e quindi più produttivo.

5 tips per gestire al meglio la propria work-life balance

La questione eternamente irrisolta resta come fare per gestire al meglio il proprio tempo in ottica work-life balance.

A tal proposito, ecco 5 consigli tratti dal libro “The Five Truths about Work-life Balance” di Jae Ellard.

Dalle il nome che più preferisci

Non è necessario definirla necessariamente work-life balance. L’equilibrio non è una suddivisione al millisecondo della giornata.

Si tratta piuttosto di definirla secondo i canoni che sembrano più confortevoli per noi. Non solo quindi equilibrio, ma anche:

  • armonia
  • flessibilità
  • integrazione
  • consapevolezza

Non esiste la ricetta universale: la work-life balance è un esercizio quotidiano

Quando ci prefissiamo un obiettivo come quello di trovare la giusta combinazione tra il dovere e il piacere, anziché soddisfazione, il più delle volte si rischia di ingenerare soltanto frustrazione.

Questo perché bisogna comprendere una volta per tutte che ogni giorno è un percorso a sé stante e per ogni giornata sì ce ne saranno cento no.

Quindi non ragionare in termini di obiettivi spesso irrealizzabili, ma focalizzati sui tuoi bisogni e desideri del momento.

La work-life balance non ha nulla a che vedere con il lavoro

Il punto focale non è il lavoro o la vita privata in sé, ma il tipo di relazione che intercorre tra te e

  • l’ ambiente lavorativo
  • amici e i familiari
  • ma soprattutto con te stessə

Impara ad impostare le tue priorità e anche a dire dei sani ‘no’ quando qualcuno cerca di approfittare della tua condiscendenza.

Focalizzati sul momento

Probabilmente l’obiettivo più difficile da raggiungere per qualsiasi essere umano: rimanere sintonizzati sul presente.

Quanto è più semplice lasciarsi cullare dalle fantasie per sfuggire, almeno con la mente, alle incombenze della vita quotidiana.

Può sembrare un consiglio un po’ scontato, ma, che tu sia a lavoro sia immersə in piacevoli momenti di svago, prova a concentrarti su ciò che stai vivendo nel presente.

Questo avrà il duplice vantaggio di

  • renderti più produttivə
  • e aiutarti ad apprezzare di più i momenti di piacere.

E’ solo una tua scelta

Infine, tieni a mente che sei tu che quotidianamente scegli come impostare la tua work-life balance. Non accorrerà alcuna punizione divina.

Sei semplicemente tu a decidere giorno dopo giorno cosa voglia dire per te sentirti appagatə tanto sul lavoro che nella vita affettiva.

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