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“Non sono abbastanza”

“Sì, ho superato l’esame, ma solo perché mi hanno fatto domande semplici.”

“Ok, mi sono laureatə, ma solo perché ho avuto fortuna.”

“Ho avuto il posto di lavoro! Ma tanto, prima o poi, si accorgeranno che non so fare niente…”

Ti è mai capitato di non sentirti abbastanza meritevole dei tuoi successi? Come se quello che hai ottenuto ti fosse stato concesso solamente perché, proprio in quella circostanza, hai avuto fortuna. Solo perché sei statə più bravə degli altri a fingere di sapere fare le cose. Anzi, gli altri quelle cose sicuramente le sanno fare, mentre tu… Tu sei un impostore e hai mentito sulle tue reali competenze e conoscenze. Ma, prima o poi, verrai scoperto. È solo questione di tempo… 

Ragazza disperata soffre di sindrome dell'impostore

E poco importa se hai passato anni della tua vita sui libri a leggere, sottolineare e studiare, per prendere quella laurea. Poco importa se hai collezionato una serie di risultati positivi, tu non ti senti mai abbastanza. 

Ma non temere, non sei solo: circa il 70% delle persone si trova a sperimentare, almeno una volta nella vita, questa particolare condizione psicologica. 

E non riguarda solo persone comuni, con lavori normali: anche Meryl Streep e Tom Hanks hanno dichiarato di soffrire di questa sensazione di costante inadeguatezza, che prende il nome di sindrome dell’impostore

Chi sperimenta la sindrome dell’impostore tende ad attribuire i propri successi e meriti al caso o alla fortuna, piuttosto che alle proprie capacità. La sensazione che si prova è un mix tra senso di colpa per aver ingannato gli altri, da un lato, e paura di essere scoperti, dall’altro.

Le 5 tipologie di “impostore”

Secondo la dottoressa Valerie Young, autrice di Vali più di quel che pensi e Co-Founder dell’Impostor Syndrome Institute, sono 5 le tipologie di persone vittime di questa condizione psicologica:

  1. I perfezionisti: si pongono standard eccessivamente elevati e non sono soddisfatti se non raggiungono un risultato perfetto al 100%, dunque anche il più piccolo degli errori rappresenta un enorme fallimento;
  2. I talenti naturali: cresciuti con l’idea che avere successo significhi riuscire a fare tutto al primo tentativo, ogni volta che si trovano a dover lavorare duramente per raggiungere un risultato si convincono di non essere all’altezza;
  3. I solisti: abituati a fare tutto da soli, considerano superato un traguardo solo quando non sono stati assistiti da nessuno e si rifiutano di chiedere aiuto, anche nei momenti di difficoltà;
  4. I super eroi e le super eroine: non si fermano mai, lavorano sempre e vogliono essere eccellenti in tutto quello che fanno, ponendosi obiettivi poco realistici, soprattutto nel lungo periodo;
  5. Gli esperti: sono convinti che essere competenti significhi conoscere tutto e, per questo, collezionano certificazioni e titoli accademici come prova tangibile che certifichi la loro assoluta eccellenza. 

Il potere del fallimento 

Noti un denominatore comune tra queste tipologie di “impostore”?

In tutti i casi descritti, emergono l’impegno costante, l’effettiva capacità di ottenere risultati concreti, ma anche l’ansia, la vergogna e la sensazione di inadeguatezza. 

La sindrome dell’impostore può agire come un blocco e limitarti nel metterti in gioco per paura di fallire, rimanendo perennemente “dietro le quinte”.

Ma “dietro le quinte” è un posto troppo comodo per insegnarci effettivamente qualcosa: mettersi alla prova, fallire e riprovarci richiede molto più coraggio, ma è la strada migliore per trovare il nostro vero talento. Perché sì, tutti ne abbiamo uno, dobbiamo solo trovarlo.

Abbi il coraggio di fare schifo in qualcosa di nuovo ogni giorno! Il fallimento non è la fine del mondo, ma uno spunto per prendersi meno sul serio e capire che sbagliare è concesso a tutti. 

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