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Ripetiamolo tutti insieme: non sei il tuo lavoro. È semplicemente quello che fai per guadagnare soldi. Non è chi sei. Sei molto di più: sei un individuo complesso e unico con una ricca vita interiore. Il tuo lavoro è solo una piccola parte di ciò che sei. Non è tutta la tua identità. Lascia che il tuo lavoro sia solo una parte della tua vita, non l’intera cosa.

In sostanza, il lavoro non è la tua vita: è un messaggio virale su TikTok grazie a Zaid Lepplin, un tiktokker che con l’hashtag #QuietQuitting ha smosso le coscienze di migliaia di Millennials, che finalmente hanno iniziato a parlare delle pressioni nel posto di lavoro e le enormi aspettative irrealizzabili riposte nella loro generazione.

Cos’è il Quiet Quitting?

È un approccio diverso al lavoro. Il tempo dedicato al lavoro e alle proprie mansioni viene ridimensionato a favore del proprio tempo libero e del proprio benessere psicofisico. Questo significa che i Millennials sono dei prigri che non hanno spirito di sacrificio? No. La maggior parte delle persone che hanno preso parte al trend si ritrovavano schiacciate dalla competizione e dal mercato del lavoro selvaggio, che li costringeva a orari extra e reperibilità, al limite del bornout.

Il fenomeno si è diffuso dopo la pandemia, e non è un caso. Lo stop forzato, e il remote working, hanno fatto riscoprire alla maggior parte delle persone l’importanza dell’equilibrio tra lavoro e vita privata e molti dipendenti hanno iniziato a opporsi silenziosamente alla cultura della competizione e dello stacanovismo tipica di molte realtà aziendali. Alcuni si sono licenziati (le famose “grandi dimissioni”), anche in cerca di qualcosa che valorizzasse le loro qualità e la loro unicità, mentre altri hanno iniziato a fare lo “stretto necessario”.

Di sicuro qui i leader hanno un ruolo cruciale, nel consentire il lavoratore di esprimere se stesso e le sue qualità all’interno dell’ambiente lavorativo, portando anche enormi benefici a livello produttivo.

Secondo una ricerca di Think Tank Coqual, condotta intervistando i dipendenti aziendali, la felicità sul lavoro dipende da quattro condizioni fondamentali:

  • Essere apprezzati per la propria unicità
  • Avere un buon ambiente di lavoro
  • Sentirsi supportati nel percorso di crescita
  • Sentirsi orgogliosi dei valori dell’azienda

Il sentirci unici quindi ad oggi è più importante del posto di lavoro stabile. Ognuno di noi ha le proprie unicità e i propri elementi caratteristici, solamente che spesso non ne siamo a conoscenza, non abbiamo mai dato loro modo di esplodere. 

Individua la tua unica proposta di valore e le cose che sai fare in modo unico, non imitabile. Questa è la chiave che ti permetterà di prendere in mano il tuo futuro.

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