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Di cosa si occupa in concreto il pedagogista?

La parola “pedagogo” deriva dal greco παιδαγωγός, che significa “guida dei bambini”. I primi pedagoghi trovano nella scuola di Platone ad Atene e avevano il compito di insegnare ai bambini a leggere e scrivere, oltre che di istruirli sulla religione e sulla morale. Oggi questo ruolo si è evoluto e si ha tanti rami di specializzazione. 

Un pedagogista si occupa della formazione e dell’educazione delle persone, sia nell’ambito scolastico che in altri contesti. Si occupa di studiare e sviluppare metodologie didattiche e piani di studio, di valutare il livello di apprendimento degli studenti e di individuare eventuali difficoltà o bisogni educativi. Inoltre, può fornire supporto e consulenza a genitori, insegnanti e altri operatori educativi.

Pedagogista in Italia
Foto di Julia M Cameron

Come si diventa pedagogista?

Il percorso di studi di un pedagogista consiste in una laurea in Pedagogia, conseguita dopo cinque anni di studi universitari. Durante questo percorso, gli studenti possono scegliere di specializzarsi in diverse aree, come l’educazione dei bambini e degli adolescenti, l’educazione degli adulti, la pedagogia sociale, la pedagogia dell’inclusione e della disabilità. Inoltre, è possibile perseguire master o corsi di specializzazione post-laurea per acquisire competenze specifiche nella propria area di interesse. 

Una volta ottenuto il diploma di laurea magistrale è necessario capire quale specializzazione intraprendere: se nell’ambito clinico, infantile oppure giuridico.

 Di cosa si occupa il pedagogista clinico?  Questa figura si occupa dei problemi giornalieri, dello sviluppo sano, del potenziamento delle risorse, del benessere e dello sviluppo della persona e del suo ambiente. Non si occupa solo del singolo ma anche di coppie e gruppi.

Invece di cosa si occupa il pedagogista infantile? In questo caso il focus è sui primi anni di vita di un bambino: il professionista analizza i processi di sviluppo, maturazione e crescita dei più piccoli nelle prime fasi della loro vita. 

Infine cosa fa un pedagogista giuridico? Questo ruolo interviene per le persone con provvedimenti penali in difficoltà e tutti quelli che richiedono interventi di reinserimento socio-educativo. Assume rilevanza giuridica nella situazione di aiuto al minore in relazione al disagio (plagio, mobbing, persecuzione, …); nella condizione di criticità esistenziale e famigliare; allo sfruttamento lavorativo e nella giustizia minorile. Esercita le funzioni pedagogiche all’interno del contesto giuridico. 
Oggi, sempre più sono i pedagogisti iscritti presso gli elenchi del Tribunale Ordinario in qualità di Consulenti Tecnici d’ufficio (C.T.U.) o Consulenti Tecnici di Parte (C.T.P.). Oppure lavorano presso il Tribunale dei Minori in qualità di Giudice Onorario (G.O.) o ancora lavorano in comunità, o presso i servizi penitenziari e giudiziari.  

In tutti questi casi il consiglio è di proseguire con un Master specifico in uno di questi campi. 

Come si è evoluto nel tempo questo lavoro?

Il ruolo del pedagogista è cambiato nel tempo a causa dei progressi tecnologici, come l’introduzione dei computer nelle scuole e nelle case di tutta Italia negli ultimi tre decenni del XX secolo. Sebbene ancora oggi ci siano molte cose che devono essere fatte manualmente, molti compiti sono stati automatizzati grazie all’uso della tecnologia (come la ricerca di informazioni su Google)

La tecnologia ha influito sulla pedagogia in diversi modi: 

  1. Ha aperto nuove opportunità per l’apprendimento, offrendo accesso a una vasta gamma di risorse educative online e strumenti di apprendimento interattivi. 
  1. Ha permesso di personalizzare l’apprendimento in base alle esigenze individuali degli studenti, adattandosi al loro stile di apprendimento e ai loro ritmi. 
  1. Ha favorito l’utilizzo di metodologie didattiche innovative, come l’apprendimento collaborativo e il problem-based learning, che si basano sull’utilizzo di tecnologie per la comunicazione e la collaborazione. 
  1. Ha facilitato la valutazione degli apprendimenti attraverso l’utilizzo di strumenti digitali che permettono di raccogliere dati in tempo reale sui progressi degli studenti. 
  1. Ha promosso l’utilizzo di tecnologie assistive per supportare gli studenti con bisogni educativi speciali e garantire loro una maggiore inclusione nei processi di apprendimento. 

I pedagogisti formati nel digitale sono quindi molto importanti: possono aiutare gli insegnanti e gli studenti a sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle tecnologie, a comprendere i rischi e a gestire i pericoli del mondo digitale. Inoltre, possono fornire supporto nell’integrazione della tecnologia nei piani di studio e nella creazione di programmi educativi innovativi che li aiutino per il successo futuro. 

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